Bologna Italia — 2020

Sono un fotografo specializzato nella documentazione di opere d’arte, architettura e patrimonio culturale.

Collaboro con editori, musei, istituzioni, archivi e committenze private per progetti editoriali, cataloghi, pubblicazioni e documentazione fotografica, in Italia e all’estero.

Le mie campagne fotografiche sono state pubblicate in oltre cento libri, cataloghi e pubblicazioni dedicate all’arte, all’architettura e al patrimonio culturale.


Marco Ravenna - fotografia
Libri e pubblicazioni

Ho imparato a guardare il mondo quando la fotografia richiedeva tempo, pellicola e molta pazienza.

Essere fotografo di beni culturali in Italia significa avere il privilegio di dialogare ogni giorno con l'arte e l'architettura, cercando di restituirne la vita attraverso la luce.

Oggi, dopo un lungo e bellissimo percorso, il mio augurio per chi continua è uno solo : ricordatevi che possiamo aspettare.

Non c'è fretta quando si ha a che fare con la bellezza. L'obiettivo è solo quello di essere pronti, quando lei decide di mostrarsi.

Sono un fotografo italiano, e la mia formazione nasce inevitabilmente dentro la cultura italiana.

Ho lavorato per molti anni circondato dall'arte: dipinti, affreschi, manoscritti, architettura, libri, musei. Non è soltanto una specializzazione professionale: è un'eredità culturale che ha finito per influenzare il mio modo di guardare.

Ho lavorato con la fotografia analogica e con pellicole piane di grande formato, utilizzando apparecchiature professionali Hasselblad e Horseman e ottiche Rodenstock e Schneider. La pellicola piana mi ha accompagnato fino agli anni Duemila, quando sono passato al digitale professionale, con vari sistemi.

Il passaggio dal banco ottico e dalla pellicola al digitale non ha significato abbandonare il metodo costruito negli anni: controllo della luce, precisione, conoscenza dei materiali e attenzione alla resa dell'immagine sono rimasti alla base del mio lavoro. Forse anche per questo possiedo ancora i corredi fotografici fatti di soffietti, obiettivi pesantissimi, cavalletti, flash elettronici e vetri smerigliati. Per non dimenticare esposimetri e termocolorimetri oltre ai fedeli filtri che posizionavo dietro all’ obiettivo.

Nel corso della mia attività ho lavorato per editori, istituzioni culturali e progetti legati all’ arte, realizzando campagne fotografiche per libri e cataloghi e documentando opere molto diverse per epoca, tecnica e dimensione.

Ho quasi sempre realizzato campagne fotografiche di volumi completi e, nel dettaglio, sono orgoglioso oggi di aver avuto la fortuna di gestire fotograficamente, nella sua interezza, la collezione di Ulisse Aldrovandi...e la Bibbia di Borso d'Este, oltre ad una lunga collaborazione con l'Enciclopedia Italiana Treccani, per citare uno dei più intensi ricordi in tanti anni.

Fotografare un'opera d'arte significa anche confrontarsi con ciò che una cultura ha prodotto e conservato nel corso dei secoli.       

Anzi è un tentativo di riportare in vita (o a casa) soggetti spesso invisibili o dimenticati.

Una sfida non facile, che ha sempre dovuto tenere insieme i problemi della libera professione e una passione ancora viva.

Vi garantisco che ritornare oggi a immagini di oltre cinquant'anni fa coincide con un viaggio che è impegnativo e affascinante.

Soltanto in questo periodo ho scoperto pellicole mai stampate e diapositive recuperate da vecchie cassettiere.

Nel corso degli anni ho fotografato persone, incontri, viaggi, spettacoli, luoghi e situazioni che spesso non avevano nulla a che fare con una commissione specifica. 

Molte di queste fotografie sono rimaste in uno spazio/tempo immobili, alcune per decenni, in attesa di essere riguardate o considerate in modo differente. 

Rimpiango di non aver scattato di più.

È anche da questo punto che nasce un nuovo sito.

Non vuole essere soltanto un portfolio professionale.

È il tentativo di mettere insieme il fotografo che ho fatto per mestiere e quello che ho continuato a essere per curiosità.

Qui trovano posto i lavori realizzati per libri e istituzioni, ma anche fotografie personali, incontri, ricordi e progetti rimasti in sospeso.

Argomenti che molti professionisti non trattano, forse per distrazione, per riservatezza oppure per qualche timore.

Continuo a credere che fotografare significhi andare a cercare cosa si nasconde dietro la superficie, a volte riservato solo a pochi.